Anni '80
scritto da dottorTroy il giovedì, 06 marzo 2008 ,22:28
Oggi a lavoro si parlava di musica italiana.
Tanta nostalgia degli anni ottanta, di quando il sabato pomeriggio Maurizio Seimandi invadeva le nostre case con il supertelegattone. Anni di permanente e paillettes, jeans multicolore corti sulla caviglia e giubbetto da paninaro.
Anni in cui Amanda Lear, in tenuta leopardata, cantava dall'interno di una gabbia "Voulez vous and rendez vous, tomorrow", quando Renato Zero, con un body giallo canarino attillatissimo, esaltava le gioie del triangolo.
Si sa, quando si inizia con il rievocare il passato si finisce sempre per divagare. E allora via con il Kobra della Rettore, che non è un serpente, ma un pensiero frequente che diventa indecente, passando per Luis Miguel che raccontava i tormenti dei ragazzi di oggi, fuoco sotto la cenere.
In quegli anni nessuno si scandalizzava dinanzi a un Malgioglio che cantava "Sbucciami", un successone tradotto persino in spagnolo in "Pelame" (invito tutti a cercare su youtube!!).
Ricordo che mia zia aveva un enorme poster di Scialpi in camera sua, alla testa del letto. Quando i miei mi sfanculavano a casa di nonna, mi dovevo sorbire ore e pre di "Rocking Rolling". Guardavo con orrore quell'uomo nella fotografia ma grazie a quel simpatico ciuffo nero non riuscivo a odiarlo. D'altronde sarebbe potuta andarmi persino peggio se al posto di Scialpi ci fosse stato, che so, un Dario Baldambembo che mi ricordava che l'amico è qualcosa che più ce n'è meglio è.
Ah, gli anni '80, che periodo mitico, che dire, non le fanno più le canzoni di una volta (meno male!)
Tanta nostalgia degli anni ottanta, di quando il sabato pomeriggio Maurizio Seimandi invadeva le nostre case con il supertelegattone. Anni di permanente e paillettes, jeans multicolore corti sulla caviglia e giubbetto da paninaro.
Anni in cui Amanda Lear, in tenuta leopardata, cantava dall'interno di una gabbia "Voulez vous and rendez vous, tomorrow", quando Renato Zero, con un body giallo canarino attillatissimo, esaltava le gioie del triangolo.
Si sa, quando si inizia con il rievocare il passato si finisce sempre per divagare. E allora via con il Kobra della Rettore, che non è un serpente, ma un pensiero frequente che diventa indecente, passando per Luis Miguel che raccontava i tormenti dei ragazzi di oggi, fuoco sotto la cenere.
In quegli anni nessuno si scandalizzava dinanzi a un Malgioglio che cantava "Sbucciami", un successone tradotto persino in spagnolo in "Pelame" (invito tutti a cercare su youtube!!).
Ricordo che mia zia aveva un enorme poster di Scialpi in camera sua, alla testa del letto. Quando i miei mi sfanculavano a casa di nonna, mi dovevo sorbire ore e pre di "Rocking Rolling". Guardavo con orrore quell'uomo nella fotografia ma grazie a quel simpatico ciuffo nero non riuscivo a odiarlo. D'altronde sarebbe potuta andarmi persino peggio se al posto di Scialpi ci fosse stato, che so, un Dario Baldambembo che mi ricordava che l'amico è qualcosa che più ce n'è meglio è.
Ah, gli anni '80, che periodo mitico, che dire, non le fanno più le canzoni di una volta (meno male!)




